Monopoli – Restauro della Chiesa di Santa Maria del Suffragio

Diocesi di Conversano – Monopoli
Confraternita Nostra Signora del Suffragio
Restauro di Santa Maria del Suffragio
Opere di Restauro e Miglioramento Sismico
Anno:
2012
Verifica di Vulnerabilità sismica e Progetto definitivo
Anno:
2013
Progetto Esecutivo
Progetto di Restauro
arch. ing. Fabio Mastrofilippo
(studio Tecnico Associato De Tommasi)
Verifiche e Progetto di Consolidamento:
ing. Michele Cappiello
Impresa Esecutrice:
Rossi Restauri s.r.l.

L’occasione per l’edificazione della Chiesa fu il crollo del Campanile della Cattedrale. La Confraternita del Purgatorio, fino al allora ospite nella cosiddetta Confessione della Cattedrale, acquista le aree dei caseggiati distrutti dal crollo del campanile onde poter costruire sul loro sedime una Cappella. I lavori iniziati nell’ultimo decennio del ‘600, progredirono molto lentamente e solo nell’anno 1700 fu posta ufficialmente la prima pietra. In quella occasione la chiesa fu benedetta solennemente dall’Abate Nicolò Romanelli e furono traslate le ossa dei confratelli dalla Cattedrale. La Chiesa del Purgatorio fu ultimata nel 1715. Nel 1724 fu costruita la sacrestia con il sottostante cimitero, ad opera della famiglia Palmieri. I primi problemi di manutenzione si evidenziarono sin dalla prima metà del ‘700: in una relazione del 1746 si sollecitava ad intervenire sui tetti delle ali della Chiesa che erano ancora scoperti, in un’altra del 1753 a riparare la cupola ed in un’altra ancora del 1761 si sollecitava ad intervenire sulla copertura dell’altare maggiore minacciato dalla grande umidità.
Dall’analisi delle vicende costruttive emerge una complessa vicenda di lavori e trasformazioni eseguiti sull’edificio in maniera continua fin dall’epoca della sua originaria edificazione e quasi sempre resisi necessari per porre rimedio a dissesti intervenuti sulla fabbrica. Inizia una serie di continui interventi manutentivi e di rafforzamento della fabbrica fino agli ultimi interventi eseguiti negli anni trenta del novecento. Nel 1927, a seguito del presentarsi di gravi fessurazioni interessanti essenzialmente il prospetto principale, fu redatto dall’ing. Sante D’Erchia di Monopoli un progetto di restauro, con il quale si prevedevano le necessarie opere di consolidamento nonché la realizzazione di uno sperone a sinistra del prospetto, in forma simmetrica a quello destro costruito nel 1777.
A seguito del sisma del novembre 1980 la Chiesa di Santa Maria del Suffragio riportò danni tali da richiedere la redazione di un progetto generale di consolidamento e restauro, redatto dal prof. Giambattista De Tommasi, che fu completato nel 1986. I lavori di consolidamento già eseguiti erano stati realizzati mediante tre stralci di opere, effettuate negli anni 1987, 1997, 2000.
Il progetto del lotto conclusivo dei lavori redatto nel 2013 si propone l’obiettivo di completare il quadro complessivo degli interventi previsti con il progetto del 1986, in gran parte già realizzato valutando, alla luce della vigente normativa, i livelli di sicurezza raggiunti dall’edificio con il complesso delle opere già realizzate e con le opere di consolidamento previste a completamento. Al fine di valutare l’efficacia degli interventi già eseguiti, si è eseguita la verifica di vulnerabilità sismica della chiesa operando il confronto fra i livelli di sicurezza nello stato ante operam (prima dei lavori effettuati con il primo lotto del 1987) con i valori nello stato post operam, tenendo in debito conto di tutti gli interventi strutturali già effettuati e di quelli previsti nel lotto conclusivo progettato.
Per quanto la documentazione storica reperita non individui mai un nesso di diretta causalità fra i danni riportati dall’edificio ed gli eventi sismici rilevati nella zona, l’edificio ha subito almeno tre eventi sismici di rilievo. L’evento del 1731 interviene con la chiesa appena completata e forse non risulta casuale la cronologia degli interventi occorsi in poco meno di 50 anni dopo la edificazione della chiesa a cavallo della metà del ‘700. Ancora nel 1927 l’edificio subisce interventi di consolidamento su progetto dell’ing. D’Erchia e a distanza di soli 11 anni (dopo il terremoto del 1931) il quadro dei dissesti si ripresenta in tutta la sua gravità. In ultimo i danni subiti dall’edificio in occasione del terremoto del 1980 rappresentano un prezioso modello dal vero del comportamento strutturale della chiesa sotto le accelerazioni sismiche, dal quale non si può prescindere né per le valutazioni di sicurezza né per la comprensione del reale comportamento della fabbrica e delle sue intrinseche vulnerabilità.
Per la modellazione dei meccanismi locali di danno della chiesa si è tenuto conto della disarticolazione che ‘edificio ha mostrato con il quadro fessurativo rilevato a seguito dell’evento sismico del novembre 1980. Al fine di controllare la coerenza fra i modelli di studio ed il reale comportamento della fabbrica, le verifiche dei meccanismi di danneggiamento sono state affrontate mediante cinematismi progressivamente più articolati, controllando la coerenza dei risultati con i dissesti rilevati.
Le modellazioni svolte hanno quasi sempre confermato il funzionamento accertato del meccanismo di studio per il quale le azioni dinamiche hanno indotto spostamenti tali da generare il significativo quadro fessurativo rilevato, senza tuttavia causare crolli per perdita di equilibrio. In quest’ottica ad esempio è stato riguardato il quadro fessurativo rilevato sulla cupola. Le fessurazione meridiane e la testimonianza di un intervento già eseguito in epoca storica per la cerchiatura del tamburo denunciavano il fisiologico superamento delle tensioni meridiane di trazione del guscio in muratura e la degenerazione della cupola in un sistema di archi meridiani. Se da un punto di vista della stabilità le verifiche condotte non mostravano il superamento di condizioni limite, gli interventi sono stati calibrati con riguardo al contenimento del danneggiamento della stessa. La preservazione degli apparati decorativi, nonché della protezione estradossale in cocciopesto al fine della protezione da fenomeni infiltrativi, appariva incompatibile con i pur modesti quadri fessurativi indotti anche solo dai carichi gravitazionali. E’ apparso utile pertanto proporre interventi finalizzati al ripristino del funzionamento membranale della cupola ed al contenimento del suo livello di danneggiamento.
In termini generali, le analisi condotte hanno confermato l’efficacia del progetto generale di restauro e consolidamento della chiesa del 1986 nei confronti dei livelli di vulnerabilità sismica anche alla luce dei livelli prestazionali attesi dalle vigenti NTC 2008 e dalla Direttiva 2011 ed hanno consentito la calibrazione di interventi minimi e mirati al completamento del miglioramento sismico della fabbrica.

Share

Informativa Privacy

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali (es. dati di navigazione o indirizzi IP) e fanno uso di cookie o altri identificatori necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy.