Roma – CIttà del Vaticano – Passetto di Borgo

Anno:
2015
Progetto
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio – Progettazione esecutiva ed esecuzione di tutti i lavori necessari per la realizzazione del restauro del PASSETTO DI BORGO sulla base del Progetto Preliminare
RTP: Studio Progettazioni SPIBS, Apollodoro Studi e ricerche S.r.l., ing. Michele Cappiello, arch. Olinda Ferrieri Caputi
Collaborazione alla progettazione
ing. Annamaria Buonavoglia
ing. Alessandro Tranquillino Minerva
progetto definitivo terzo classificato

La struttura urbanistico-architettonica di Borgo è segnata da secoli di interventi di varia portata e natura, sopravvissuti al tempo ed alla storia, che testimoniano ancora oggi la complessità e l’evoluzione della capitale romana.

A partire dall’età imperiale di Caligola e Nerone nella prima metà del I secolo d.C., la piana trapezoidale costeggiata dal Tevere ad est e dal Vaticano ad ovest ha visto sorgere al suo interno viali, obelischi, edifici, fontane, fino all’apertura dei “giardini imperiali” e della sponda destra del fiume attraverso il ponte neroniano.

A seguito di questa circostanza, si sono susseguite molteplici conformazioni non solo del tessuto residenziale, ma anche degli spazi pubblici e delle emergenze specialistiche religiose, civili e militari presenti in questa zona; le prime presenze monumentali si devono alla sapiente intuizione architettonica di Publio Elio Adriano intorno al 77 d.C..

I successivi sviluppi del territorio di Borgo scaturiscono inevitabilmente da vicende connesse al papato e quindi legate ad occasioni religiose, piuttosto che difensive o di rappresentanza. 

Tra i monumenti presenti a Borgo, il Passetto è probabilmente quello più emblematico e rappresentativo delle trasformazioni subite dal tessuto edilizio dell’area, interessato da operazioni di erosione e demolizione che si sono susseguite dal 1500 in poi: da campus barbaricus, ovvero il muro difensivo eretto nei giardini di Nerone, assunse funzione di vera e propria fortificazione di Burg (termine gotico con cui veniva originariamente chiamato l’insediamento) e, dal IX secolo, della Città Leonina (così come ancora oggi viene anche chiamato il quattordicesimo rione in onore di Sisto V). Venne successivamente utilizzato come passaggio segreto dei Papi in fuga dal Vaticano a Castel Sant’Angelo, fino a quando la demolizione dei tessuti edilizi ad esso addossato hanno comportato un ribaltamento della sua funzione protettiva, capovolgendo la condizione di interno ed esterno dei due fronti di Passetto.

Perfettamente in asse con il mausoleo, il ponte Sant’Angelo forma con esso un complesso unitario sia per l’armonia delle forme e delle composizioni, sia dal punto di vista strutturale: le profonde fondazioni dei due monumenti erano collegate e progettate in modo da resistere ai frequenti straripamenti del fiume. Il ponte, infatti, era sostenuto da tre grandi arcate centrali ed altre cinque più piccole, due verso il mausoleo e tre dall’altro lato, per garantire il passaggio dell’acqua e resistere anche agli urti più violenti dei periodi di piena.

Il primo progetto per il restauro di Passetto di Borgo risale al 1991 quando iniziarono gli interventi nel tratto di congiunzione del Corridore con il Bastione San Marco a Castel Sant’Angelo, già interessato da lavori di consolidamento e restauro. Era ancora in fase di definizione la proprietà demaniale del monumento, dubbia tra lo Stato Vaticano, lo Stato Italiano e quindi lo stesso Comune di Roma, ma il piano di recupero era ormai improrogabile, considerati gli interventi di protezione già eseguiti dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma sui fornici di Porta Castello, messi in pericolo dalle sollecitazioni del pesante traffico veicolare. Nel ‘96 il crollo di alcuni elementi di coronamento della torre Alessandro VI resero indispensabile l’intervento dei vigili del fuoco, evidenziando ancora una volta l’urgenza di una progettazione di restauro.

Il Giubileo del 2000 fu l’occasione per nuovi finanziamenti che inclusero il Passetto negli interventi straordinari, destinandoli circa otto miliardi di lire: a partire dal muro da Castel Sant’Angelo verso San Pietro, proseguendo nel tratto di congiunzione di Piazza Pia con Porta Castello, continuando fino a Porta del Campanile e infine la Porta del Mascherino.

I tratti su cui ancora c’è da intervenire riguardano la Porta del Campanile fino a Porta del Farinone, una zona insidiosa per via delle numerose costruzioni (non del tutto regolari) addossate al muro: alcune aree a nord sono di proprietà privata, non risultano soggette a vincoli specifici e presentano elementi non consoni al contesto monumentale storico in cui sono inseriti. In particolare negli isolati tra Vicolo del Campanile e Porta del Farinone vi sono molte costruzioni non consone al contesto come lamiere, terrazzini, invadenti attività artigianali e manufatti precari che sarebbe opportuno eliminare per rendere nuovamente visibili lunghi tratti del Passetto.

Questa finalità è volta alla valorizzazione del monumento oltre che alla sua conservazione; per quanto riguarda l’agibilità del Corridore, si tratta di un’impresa non semplice poiché le dimensioni della sezione del passaggio oscillano tra i 90 e 120 cm (salvo pochi slarghi in corrispondenza delle torri) rendendo quindi possibile un unico senso di percorrenza, costantemente controllato. E, nonostante tutto, rimarrebbe il problema della mancanza di uscite di emergenza, ipotizzate in un programma d’intervento concordato con l’amministrazione comunale. Pur nella migliore delle ipotesi, comunque non sarà possibile ricollegare il Passetto con gli edifici vaticani per motivi diplomatici oltre che fisici, vista la mutata conformazione degli edifici d’innesto del camminamento.

Il progetto prevede la conclusione agli interventi tesi alla riapertura ed alla visitabilità avviati in occasione del Giubileo dell’anno 2000, con un percorso che parte dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e finisce con l’uscita in corrispondenza della Torre del Mascherino su piazza della Città Leonina con una passeggiata coperta di circa 700 metri.

Oltre al completamento degli interventi di restauro delle cortine esterne il progetto prevede prevede interventi finalizzati al miglioramento della fruizione e dei percorsi, con particolare attenzione all’utenza diversamente abile e disagiata.

Per rendere il percorso fruibile in ambedue le direzioni, consentendo sia l’entrata che l’uscita dalla torre del Mascherino, il progetto prevede la realizzazione su piazza della Città Leonina di un box office per l’accoglienza e le informazioni turistiche. Che faccia da punto di raccolta in una polarità cardine dei flussi turistici della capitale. All’interno del box office, in particolare, oltre le informazioni turistiche sarà possibile realizzare una piccola sala di controllo per operatori di sicurezza ed una biglietteria.

Per garantire la massima sicurezza dei visitatori, sia alla quota del camminamento coperto, sia alla quota del camminamento sommitale, nonché l’accessibilità all’utenza diversamente abile si è prevista la sostituzione della scala e dell’ascensore esistenti nella Torre del Mascherino con un prolungamento fino a raggiungere la copertura, nonché una nuova scala da realizzare nella Torre del Campanile, anch’essa di servizio per tutti e tre i livelli (copertura, Passetto coperto, strada).

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